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La pianta

Moringa: dieci domande di chi la scopre per la prima volta

Da dove viene, perché la chiamano «albero dei miracoli», quali parti si mangiano, che sapore ha, dove si trova fresca in Italia: le risposte brevi alle domande più comuni sulla Moringa.

6 minuti di lettura
Rami di Moringa oleifera in fiore nel campo di Sorso

In Italia la Moringa la conoscono in pochi. Chi la sente nominare per la prima volta di solito si fa le stesse domande: cos’è, da dove viene, come si mangia, dove si trova. Le abbiamo raccolte qui, con risposte brevi. Per approfondire, ogni risposta rimanda alla pagina giusta.

1. Che cos’è la Moringa?

La Moringa oleifera è un albero della famiglia delle Moringaceae, la specie più coltivata del suo genere. Cresce in fretta: in condizioni favorevoli supera i 4 metri già nel primo anno e da adulta arriva a 10–12 metri. Viene dall’India settentrionale, ai piedi dell’Himalaya, e da lì si è diffusa in Africa, nel Sud-Est asiatico e nelle Americhe. In molti di questi paesi si coltiva da secoli, soprattutto per le foglie.

Trovi la scheda botanica completa, la storia e gli usi nella pagina Cos’è la Moringa oleifera.

2. Perché la chiamano «albero dei miracoli»?

È un soprannome popolare, nato per quante cose se ne usano e per quanto è resistente: cresce in fretta, sopporta la siccità e se ne mangiano foglie, fiori, baccelli e semi. Non è una promessa sulla salute, e non va letto come tale.

Nei paesi di lingua inglese ha altri due nomi. Drumstick tree, «albero delle bacchette di tamburo», per i baccelli lunghi e sottili che pendono dai rami. E horseradish tree, «albero del rafano», perché la radice ha un sapore che ricorda il rafano.

Raccolta dei lunghi baccelli di Moringa nel campo di Sorso
I baccelli che danno alla Moringa il nome di «drumstick tree», nel nostro campo a Sorso.

3. Quali parti si mangiano?

  • Le foglie: sono la parte più usata, fresche in insalate, pesti e zuppe, oppure essiccate per tisane e condimenti.
  • I fiori: piccoli e profumati, nei paesi d’origine si cucinano come una verdura.
  • I baccelli giovani: in India si cuociono a pezzi nelle zuppe e nei curry.
  • I semi: dai semi maturi si estrae l’olio di Ben. Ne parliamo in Semi e olio di Moringa.

Radici e corteccia, invece, non sono alimentari. Noi usiamo solo le foglie.

4. Che sapore ha?

Le foglie fresche hanno un gusto erbaceo e fresco, con una leggera punta piccante che ricorda la rucola. Essiccate e in polvere il sapore si concentra e diventa più intenso e amarognolo: per questo la polvere si usa a piccole dosi. Le differenze tra le varie forme sono spiegate in Moringa in cucina: foglie fresche, essiccate o in polvere.

5. Si trova fresca in Italia?

Raramente. Quasi tutta la Moringa in commercio è essiccata o in polvere e arriva da paesi tropicali: il primo produttore al mondo è l’India. Le foglie fresche durano poco dopo la raccolta, e per averle bisogna coltivarle vicino.

In Sardegna le raccogliamo da giugno a novembre. Quando sono ancora fresche diventano pesto; per ristoranti e negozi le forniamo fresche, su preordine (ecco come).

6. Foglie, polvere, tisana o pesto: che differenza c’è?

È la stessa pianta, lavorata in modi diversi. Le foglie fresche sono le più delicate e si usano a crudo. Quelle essiccate si conservano a lungo e si usano per la tisana. La polvere è la foglia essiccata e macinata: è la forma più diffusa, ma anche la più lontana dal campo. Il pesto è fatto con le foglie lavorate quando sono ancora fresche, con olio extravergine d’oliva: è il modo più semplice per portarle in tavola.

Il pesto di Moringa, dalle foglie fresche

Foglie raccolte a Sorso, olio extravergine d’oliva, limone e sale marino di Sardegna. Tutto biologico.

Scopri i pesti

7. Cosa c’è nelle foglie?

Secondo la banca dati USDA, 100 grammi di foglie fresche contengono 9,4 g di proteine, 185 mg di calcio, 4 mg di ferro e 51,7 mg di vitamina C. Rispetto alla media di sei verdure a foglia comuni (spinaci, cavolo riccio, rucola, bietola, cime di rapa e lattuga romana), le proteine sono quasi quattro volte tanto: 9,4 g contro 2,4 g.

Sono valori delle foglie fresche, non dei prodotti trasformati. Il confronto completo, nutriente per nutriente, è nella pagina Cos’è la Moringa oleifera.

8. Fa bene alla salute?

Sulla Moringa circolano molte promesse. Noi non ne facciamo: in Europa le indicazioni sulla salute di un alimento sono ammesse solo se autorizzate, e per la Moringa in quanto tale non ce n’è nessuna. Esistono molti studi, soprattutto su cellule e animali, mentre quelli sull’uomo sono ancora pochi.

9. Si può coltivare in Italia?

Sì, dove l’inverno è mite: non tollera il gelo e soffre sotto i 10 °C. In pieno campo cresce dove crescono gli agrumi all’aperto, come in Sardegna, dove la coltiviamo dal 2015. Più a nord si coltiva in vaso, da portare al riparo d’inverno. Trovi i dettagli in Coltivare la Moringa in Italia e in Moringa in vaso.

10. Dove si compra la Moringa italiana?

I nostri pesti, fatti con le foglie del campo di Sorso, si acquistano sulla nostra vetrina su Agritavola. Se invece cerchi la polvere o le capsule, leggi l’etichetta: ti dice dove sono state coltivate le foglie. Lo spieghiamo in Moringa italiana o importata.