Moringa di SardegnaMoringa di Sardegna

La pianta

Moringa italiana o importata: come scegliere quella che compri

Da dove arriva la Moringa in commercio, cosa cambia tra foglie fresche, essiccate e in polvere, e come leggere l’etichetta biologica per sapere dove è stata coltivata.

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Rami di Moringa appena raccolti nel campo di Sorso

Nei negozi e online la Moringa si trova quasi sempre in polvere, in capsule o in bustine per tisana. Sulle confezioni si leggono spesso parole come «biologica» e «pura»; molto più di rado si legge da dove arriva. Ecco cosa guardare per scegliere con cognizione di causa, anche se alla fine non compri la nostra.

Da dove arriva la Moringa

La Moringa è un albero tropicale e si coltiva soprattutto in Asia, in Africa e in America Latina. Il primo produttore al mondo è l’India. È normale, quindi, che la gran parte della Moringa venduta in Europa arrivi da lontano, già essiccata e spesso già macinata: le foglie fresche non reggono un viaggio lungo.

In Italia la Moringa si può coltivare solo dove l’inverno è mite. Noi lo facciamo a Sorso, in Sardegna, dal 2015: le foglie si raccolgono da giugno a novembre, e d’inverno la pianta riposa.

Cosa cambia davvero

Importata non vuol dire peggiore, e italiana non vuol dire migliore per definizione. Le differenze concrete sono tre.

  • Il tempo. Tra la raccolta e il tuo piatto passano giorni o mesi, a seconda della filiera. Le foglie fresche vanno lavorate subito; la polvere si conserva più a lungo, ma con il tempo perde colore e profumo.
  • La tracciabilità. Quanto riesci a sapere del campo, di chi ha raccolto e di come sono state essiccate le foglie. Con una filiera corta puoi andare a vederlo di persona.
  • La forma. Da lontano arriva quasi solo la foglia secca. Le foglie fresche, e i prodotti fatti con le foglie fresche, richiedono un campo vicino.

Come leggere l’etichetta

Se il prodotto è biologico, l’etichetta deve dirti dove sono state coltivate le materie prime. Lo prevede l’articolo 32 del Regolamento (UE) 2018/848: nello stesso campo visivo del logo biologico europeo deve comparire una di queste diciture.

  • «Agricoltura UE»: coltivata nell’Unione europea.
  • «Agricoltura non UE»: coltivata fuori dall’Unione.
  • «Agricoltura UE/non UE»: in parte dentro e in parte fuori.

Se tutte le materie prime vengono da un solo paese, al posto di «UE» o «non UE» può comparire il suo nome: per esempio «Agricoltura Italia». Sull’etichetta c’è anche il codice dell’organismo di controllo biologico, che in Italia comincia con «IT-BIO».

Se compri la polvere

La polvere è comoda, ma è anche la forma in cui la qualità si vede di meno. Qualche controllo semplice:

  1. Il colore: una buona polvere è di un verde vivo. Un verde spento o tendente al marrone di solito indica una polvere vecchia o conservata male.
  2. Il profumo: deve odorare di erba e di foglia secca, non di stantio.
  3. Le date: guarda la scadenza e, se c’è, la data di produzione o di raccolta. Una polvere recente ha più colore e profumo.
  4. La confezione: meglio se chiusa e al riparo dalla luce. A casa conservala al buio e all’asciutto, ben chiusa.

Per capire come usare la polvere e in che dosi, leggi Moringa in cucina: foglie fresche, essiccate o in polvere.

Moringa coltivata in Sardegna

Il nostro pesto, biologico certificato, è fatto con le foglie fresche del campo di Sorso. La tisana è in arrivo.

Scopri i pesti

La Moringa italiana

La Moringa italiana è poca e stagionale, e costa di più di quella che arriva da paesi dove cresce tutto l’anno. In cambio, puoi sapere esattamente da dove viene. La nostra cresce a Sorso, sulle colline che scendono verso il golfo dell’Asinara, in pieno campo e con certificazione biologica. Le foglie fresche diventano pesto; la tisana, fatta con le foglie essiccate, è in arrivo.

Trovi i nostri prodotti sulla vetrina di Moringa di Sardegna su Agritavola. E se vuoi vedere il campo con i tuoi occhi, da giugno a ottobre organizziamo visite guidate tra i filari.