Moringa di SardegnaMoringa di Sardegna

Coltivazione

Si può coltivare la Moringa in Italia? Quello che abbiamo imparato in oltre dieci anni in Sardegna

Clima, freddo, acqua, vaso o pieno campo: cosa serve per coltivare la Moringa oleifera in Italia, raccontato da chi la coltiva in Sardegna dal 2015.

9 minuti di lettura
Alberi di Moringa oleifera nel campo di Samor a Sorso, in Sardegna

Nel 2015, quando abbiamo messo a dimora le prime piante di Moringa in Sardegna, non era scontato che funzionasse: è un albero tropicale, nato ai piedi dell’Himalaya, e la Sardegna ha inverni veri. Oggi la coltiviamo in pieno campo con certificazione biologica e, insieme ad altri agricoltori partner, le piante sono diventate diecimila. Ecco cosa abbiamo imparato, per chi vuole provarci in giardino, in vaso o su un terreno agricolo.

La risposta breve

Sì, la Moringa si può coltivare in Italia, ma non ovunque allo stesso modo. In pieno campo cresce dove l’inverno è mite, cioè nelle zone in cui crescono bene gli agrumi all’aperto: Sardegna, Sicilia, coste del Sud. Più a nord si può coltivare in vaso, da portare al riparo quando arriva il freddo.

Il clima che serve

La Moringa oleifera predilige il clima degli agrumi. Due soglie da tenere a mente:

  • Il gelo: non lo tollera. Una gelata può seccare la parte aerea, e le piante giovani sono le più esposte.
  • I 10 °C: sotto questa temperatura la pianta soffre e smette di crescere. In inverno rallenta e può perdere parte delle foglie, per poi ripartire con il caldo.

La Sardegna è proprio al limite di questa fascia, ed è per questo che la scelta del terreno conta: meglio una zona soleggiata, riparata dai venti freddi, lontana dai fondovalle dove ristagna l’aria fredda. Il nostro campo è a Sorso, nella Romangia, sulle colline che scendono verso il golfo dell’Asinara: una campagna di vigne e oliveti, dove il mare vicino attenua gli inverni.

Lavorazione del terreno tra i filari di Moringa a Sorso
Lavorazione del terreno tra i filari, nel nostro campo a Sorso.

Acqua e terreno

Qui la Moringa sorprende. Ha una radice principale profonda, a fittone, che le permette di cercare l’acqua in profondità e di sopportare la siccità: le bastano circa 250 millimetri di pioggia l’anno. È una delle ragioni per cui la consideriamo una coltura interessante per il Mediterraneo, dove l’acqua è sempre più preziosa.

Il suo vero nemico non è la sete ma il ristagno. Vuole un terreno sciolto e ben drenato: nei suoli pesanti e argillosi, dove l’acqua resta ferma dopo la pioggia, le radici soffrono. In vaso vale la stessa regola: meglio annaffiare poco che troppo.

In compenso, quando trova le condizioni giuste cresce in fretta: può superare i 4 metri già nel primo anno, e da adulta, nel suo ambiente, arriva a 10–12 metri.

Il nostro percorso in Sardegna

Non siamo partiti dal campo. I primi anni le piante sono cresciute in serra, dove si poteva controllare la temperatura e osservare come reagivano al nostro clima. Solo dopo abbiamo portato la coltivazione in pieno campo, una stagione dopo l’altra, sperimentando le tecniche più adatte al territorio.

Oggi la stagione del raccolto va da giugno a novembre: è il periodo in cui raccogliamo le foglie, che diventano pesto quando sono ancora fresche. In inverno la pianta riposa.

In vaso, al Centro e al Nord

Dove gli inverni sono freddi, la Moringa si coltiva come si coltiva un limone in vaso. Qui i punti essenziali; la guida completa, con potatura, raccolta delle foglie ed errori da evitare, è in Moringa in vaso.

  • Il vaso: grande e profondo, per lasciare spazio alla radice a fittone, con fori di drenaggio e uno strato di argilla espansa sul fondo.
  • Il terriccio: leggero e drenante, per esempio terriccio universale mescolato con sabbia o pomice.
  • La posizione: pieno sole, il più possibile, da maggio a settembre.
  • L’inverno: quando le notti scendono verso i 10 °C, portala al riparo in un ambiente luminoso, e riduci molto le annaffiature. Può perdere foglie: è normale, ripartirà in primavera.

Partire dal seme

La Moringa si semina con facilità, a patto che faccia caldo. Il momento giusto è la primavera, quando le temperature sono stabilmente miti.

  1. Metti i semi in acqua tiepida per una notte, per ammorbidire il guscio.
  2. Interrali a circa 2 centimetri di profondità in vasetti singoli, con terriccio leggero e umido ma non bagnato.
  3. Tienili al caldo e alla luce. In genere germinano in una o due settimane.
  4. Trapianta la piantina quando ha qualche paio di foglie e le notti sono miti, senza rompere il pane di terra: la radice principale è delicata.

Tenerla bassa

Lasciata libera, la Moringa diventa un albero alto e sottile, con le foglie lontane da terra. Chi la coltiva per le foglie di solito fa il contrario: la cima regolarmente, per farla ramificare e mantenerla a un’altezza comoda per la raccolta. Dopo ogni taglio la pianta ributta con nuovi rami, carichi di foglie giovani. In vaso, la potatura serve anche a tenerla proporzionata al contenitore.

Dal nostro campo alla tua tavola

Le foglie raccolte a Sorso tra giugno e novembre diventano pesto quando sono ancora fresche.

Scopri i pesti

Coltivarla per lavoro

Coltivare la Moringa come coltura agricola è un’altra storia rispetto al vaso sul balcone: servono il terreno giusto, un piano di impianto e, soprattutto, qualcuno che compri il raccolto. È quello che stiamo costruendo con il progetto Moringa 4 Future Food: insieme a cinque agricoltori partner siamo arrivati a 10.000 piante, e l’obiettivo è un milione in Sardegna entro il 2030.

Se hai un terreno in Sardegna, offriamo una consulenza gratuita per valutarne la fattibilità, la formazione dall’impianto alla raccolta e l’acquisto del raccolto. Scopri come diventare agricoltore partner.

Accanto al campo c’è la ricerca: con il CNR-ISPAAM studiamo anche la Moringa nell’alimentazione degli animali. Ne abbiamo parlato raccontando il pecorino alla Moringa.

Vieni a vederla

Il modo migliore per capire come cresce la Moringa in Italia è vederla. Da giugno a ottobre organizziamo una visita guidata tra i filari a Sorso: due ore nel campo, per piccoli gruppi, per osservare le piante da vicino, conoscerne il ciclo di crescita e, quando il campo lo permette, assaggiare le foglie fresche. Si prenota su Agritavola.

E se vuoi una pianta tutta tua senza doverla coltivare, puoi adottarne una nel nostro campo: le dai un nome, ricevi foto, aggiornamenti e i pesti fatti con le sue foglie.